Spesso sentiamo dire, riguardo all’islam, frasi tipo: “Sono integralisti religiosi” o “Sono tutti terroristi”. L’epicentro della islam-fobia globale sta diventanto sempre più l’Iran: teocrazia, nucleare, Ahmadinejad, ma anche petrolio e gas, rivoluzione koumeinista.
Come al solito, prima di farsi delle opinioni è indispensabile informarsi: ecco allora che questo libello, per nulla pesante e in realtà piuttosto divertente, ci introduce nella cultura antica e moderna di quel popolo che abbiamo sempre chiamato Persiani.
Un paio di citazioni:
Quando prendo il taxi a Teheran è sempre la stessa storia. A fine corsa, chiedo al conducente quanto gli devo: “Si figuri, non mi deve nulla!”. La buona educazione prevede che il cliente chieda il prezzo tre volte. Solo allora il tassista comunica la cifra da pagare, talvolta esorbitante. In persiano, questi salamelecchi si chiamano taroof [...]
Ne giugno 2005, un quarto d’ora prima della vittoria che portò alla qualificazione per i mondiali di Germania, l’allora capo della polizia Qalibaf [...] si rese conto che non avrebbe potuto gestire l’esplosione di gioia della popolazione, pronta a riversarsi in strada. Attraverso i canali di comunicazione ufficiali Qalibaf annunciò che per quella sera la legge islamica era sospesa.
[...] provvidimento del capo della polizia, il generale Morteza Talaii, secondo il quale dal 21 aprile 2006 [...] “I tassisti che trasporteranno clienti con un abbigliamento non conforme al nuovo codice morale saranno ritenuti responsabili e puniti“. La realtà è ben diversa: i tassisti spesso non prendono a bordo i religiosi, riconoscibili dal turbante. E di fronte all’anticlericalismo dei conducenti i mullah che vogliono prendere un taxi sono costretti a cambiarsi d’abito.
Teocrazia?